RESTO AL SUD – 2022 / 2023

Incentivo Resto al Sud

L’incentivo Resto al Sud consente di ricevere fino a 50mila euro se beneficiari singoli e fino a 200mila euro se l’incentivo viene chiesto da una società di 4 o più persone. Il finanziamento è volto a coprire il 100% delle spese ammissibili. Precisamente sono previsti:

  • contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento;
  • finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI.

Contributo aggiuntivo

L’art. 245 del Decreto Rilancio ha poi previsto un ulteriore contributo a fondo perduto a copertura del fabbisogno di circolante pari a:

  • 15.000 euro per attività svolte in forma di ditta individuale o di libera professione in forma individuale;
  • 10.000 euro per ogni socio, fino ad un massimo di 40.000 euro, per attività esercitate in forma societaria.

Il contributo aggiuntivo è fruibile dopo il completamento del programma di spesa ammesso alle agevolazioni, purché il/i beneficiari sia/siano in regola con il versamento delle rate del finanziamento bancario e con gli adempimenti del caso.

N.B. Le scadenze di legge relative al contributo sono state prorogate d’ufficio ai sensi dell’articolo 103 del decreto Cura Italia (decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 e successive modifiche e integrazioni), in considerazione dell’emergenza Coronavirus.

Altre novità del Dl Rilancio

Per le domande presentate dopo il 19 luglio 2020.

  • Per le imprese individuali il massimale di spesa è elevato a 60.000 euro;
  • per le iniziative imprenditoriali, 50% di contributo a fondo perduto e 50% di finanziamento bancario agevolato.

Beneficiari 

I beneficiari dell’iniziativa sono tutti gli under 55 residenti nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) al momento della presentazione della domanda, o che vi trasferiscono dopo la comunicazione di esito positivo.

Possono presentare domanda anche gli aspiranti imprenditori residenti (o che si impegnano a trasferire la residenza) nei 116 comuni di LazioMarche e Umbria.

Come ulteriore requisito viene chiesto di non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento e di non essere già titolari di altra attività di impresa in esercizio.

Ai liberi professionisti viene chiesto di non risultare titolari di partita IVA nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni.

Possono presentare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

Possono presentare la domanda:

  • gli under 56 che al momento della domanda sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria), oppure che trasferiscono la residenza nelle suddette aree entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria;
  • non ci sono limiti di età per i 24 Comuni compresi nelle aree del cratere sismico del Centro Italia nei quali più del 50% degli edifici è stato dichiarato inagibile;
  • non sono titolari di altre attività d’impresa attive al 21/06/2017;
  • non hanno ottenuto altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio;
  • non hanno un lavoro a tempo indeterminato e si impegnano a non essere assunti come tali per tutta la durata del finanziamento.

Progetti ammessi

Con il finanziamento Resto al Sud è possibile avviare iniziative imprenditoriali per:

  • la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • la fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • il turismo;
  • il commercio;
  • le attività libero professionali svolte in forma individuale e come società tra professionisti (STP).

Spese ammissibili

Sono finanziabili le spese relative a:

  • interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili – massimo 30% del programma di spesa;
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione (TIC);
  • altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

Non sono ammissibili le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente.